Rete catanese per i diritti, per la giustizia sociale, contro le discriminazioni e il razzismo. 

Siamo una rete di associazioni, di donne e uomini che hanno deciso di incontrarsi per iniziare ad agire insieme.
Catania possiede un grande patrimonio di realtà associative, di organizzazioni, di spazi sociali che ogni giorno operano, spesso in solitudine, per assicurare servizi e accoglienza, per rivendicare diritti, per consegnare speranza e felicità a chi è lasciato solo dalle Istituzioni, a chi è più vulnerabile, a chi vive ai margini della società.
Ci sono storie, culture politiche, pratiche diverse, a volte lontane le une dalle altre che ora si incontrano, nell’ascolto e nel rispetto reciproco, a difesa dei diritti umani. Com’è già successo, al porto di Catania,  per chiedere la liberazione dei migranti sequestrati a bordo della nave Diciotti.
Vogliamo far valere i principi di solidarietà, accoglienza, uguaglianza, rispetto dell’altra e dell’altro; difendiamo il diritto al lavoro, al reddito, alla casa, ai servizi sociali, alla libertà.
In Italia stanno aumentando l’intolleranza, l’egoismo, il razzismo. La riduzione dei servizi alla collettività incrementa l’esclusione sociale e favorisce l’avanzata dei populismi. I governi attuali fomentano la guerra tra poveri e la paura, denigrano e attaccano le ONG, calpestano la Costituzione e rinunciano al ruolo di garanti dei diritti.
Le politiche securitarie e razziste, le ordinanze contro i senza-tetto, le politiche di respingimento dei migranti, le circolari per accelerare sfratti e sgomberi, i decreti di chiara matrice autoritaria e razzista ci spingono ad agire unite e uniti, qui ed ora. Serve una battaglia culturale e sociale per ripristinare i principi costituzionali di uguaglianza e libertà.

Contro la povertà, non contro i poveri.

A Catania migliaia di famiglie vivono senza alcun reddito, a volte schiave del dominio mafioso. Vogliamo un reddito di dignità per tutte e tutti coloro che non hanno di cosa vivere, vogliamo lavoro sicuro, né precario né in nero, vogliamo case per chi è senza tetto e per chi da decenni aspetta un alloggio popolare.

No al razzismo; si alla libertà di movimento di tutte le donne e di tutti gli uomini.

Vogliamo ristabilire i principi di uguaglianza e di libertà contro ogni retorica razzista e fascista, affinché non si affermino derive nazionaliste e politiche che favoriscono l’odio tra i popoli. L’Italia e l’Unione Europea devono assicurare la libertà di movimento a tutti gli esseri umani, senza frontiere né respingimenti, garantendo il rilascio dei visti, dei permessi di soggiorno e i corridoi umanitari. Nessuno nel mondo deve avere bisogno di consegnarsi ai trafficanti di esseri umani, essere rinchiuso per mesi nei lager in Libia, subire enormi violenze e rischiare la vita su barconi per raggiungere il nostro paese. Nessuna donna nel mondo deve vivere, oltre il dramma che subisce ogni migrante, la segregazione, gli stupri, le violenze per raggiungere il nostro paese.

Per l’accoglienza e la solidarietà.

Un sistema di accoglienza degna funziona ed è funzionale allo sviluppo del territorio. Si sono ripopolati Comuni, riaperte scuole, create nuove opportunità di occupazione, potenziati servizi pubblici a vantaggio di tutta la comunità.
Esistono moltissime esperienze virtuose e importanti che vanno valorizzate, come i progetti Sprar, quelli della Recosol – Rete Comuni Solidali. Vogliamo fermare il tentativo dei Governi di criminalizzare e cancellare proprio gli esempi virtuosi di accoglienza e solidarietà nei confronti di coloro che hanno più bisogno e hanno patito discriminazioni, guerre e violenza.
Alcune imprese, spesso in contatto con ambienti mafiosi e con la protezione di politici corrotti, negli ultimi anni hanno, invece, speculato sui finanziamenti legati all’accoglienza delle migranti e dei migranti: il marcio va estirpato! Vogliamo la chiusura dei centri di grandi dimensioni, come il Cara di Mineo, esempio di segregazione, clientelismo e sperpero delle risorse pubbliche.

Agiamo insieme per la felicità, la solidarietà, la pace, la libertà e i diritti di tutte e di tutti.

Siamo convinti che operare per il bene comune, per il rispetto della vita e la dignità della persona attraverso pratiche nonviolente e di disobbedienza civile sia la base per creare una società fatta di relazioni, del “prendersi cura” gli uni degli altri e dell’ambiente in cui si vive.

Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.
– Don Lorenzo Milani-